Esercizio fisico

Allenarsi con la sindrome dell'ovaio policistico

Geraldine Campbell, laureata in scienze

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6 giugno 2018

Fertilità. Si tratta di un argomento delicato, che solitamente non si interseca con il settore del fitness. Tuttavia, la PCOS (sindrome dell’ovaio policistico) non solo è comune nella popolazione generale, colpendo il 5-10% di tutte le donne, ma è anche particolarmente diffusa tra le atlete. La PCOS è caratterizzata dalla presenza di cisti sulle ovaie, da cicli mestruali meno frequenti e/o da squilibri ormonali. Chi soffre di questa condizione presenta solitamente livelli naturalmente più elevati di alcuni ormoni, tra cui il testosterone, l'ormone luteinizzante (LH) e l'insulina. Questi cambiamenti ormonali possono portare allo sviluppo di tratti androgini, come una maggiore peluria corporea e facciale, un aumento del desiderio sessuale e una maggiore capacità di mettere su massa muscolare. Sebbene si tratti di una condizione medica che deve essere gestita in collaborazione con un professionista sanitario, la PCOS può avere i suoi vantaggi, specialmente in palestra!

La sindrome dell'ovaio policistico è genetica?

In linea di massima, sì. Si tratta di una condizione poligenica: sono molti i geni che contribuiscono alla comparsa della PCOS. Anche i fattori ambientali, come l’esposizione ad alcune sostanze chimiche specifiche e un’alimentazione scorretta, svolgono un ruolo, spesso attraverso complesse interazioni con i geni. La gravità della PCOS varia da persona a persona, a seconda del corredo genetico ereditato e, in misura minore, dei fattori ambientali a cui si è esposti. A dimostrazione dell'influenza della genetica sul numero o sulla gravità dei sintomi, uno studio condotto su sorelle di donne affette da PCOS ha rilevato che il 22% presentava sintomi di PCOS e il 24% mostrava iperandrogenismo (aumento dei tratti androgini), pur avendo cicli mestruali regolari. Le variazioni genetiche di questo tratto possono essere così sottili che la PCOS non viene diagnosticata all'interno della stessa famiglia.

Sono stati condotti numerosi studi volti a identificare i geni specifici responsabili della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). Il legame più evidente finora è stato individuato con il gene della follistatina, FST, in cui è stata riscontrata una mutazione rara con maggiore frequenza nelle persone affette da PCOS. Una mutazione nel gene FST provoca una riduzione dei livelli di FSH (ormone follicolo-stimolante). L'FSH è coinvolto nello sviluppo dei follicoli ovarici, piccole sacche piene di liquido presenti nelle ovaie che secernono ormoni come gli estrogeni. Il gene FST svolge inoltre un ruolo nella regolazione della crescita muscolare e nella riparazione dei tessuti. Quindi, è necessario modificare l'alimentazione o il regime di esercizio fisico in caso di PCOS?

Alimentazione

Una delle principali preoccupazioni per le donne affette da PCOS è l'aumentato rischio di insulino-resistenza (quando l'organismo è meno sensibile agli effetti dell'insulina), che rende più difficile per i muscoli e gli altri tessuti utilizzare il glucosio presente nel sangue. L'insulino-resistenza è associata a patologie metaboliche quali il diabete di tipo 2. Il consiglio generale per prevenire l'insulino-resistenza è quello di mantenere i livelli di grasso corporeo entro un intervallo salutare, spesso descritto come un BMI inferiore a 25. Quindi, come si fa a farlo? E la dieta per la PCOS dovrebbe essere diversa da quella della popolazione generale?

Chi soffre di PCOS tende ad avere più voglia di carboidrati, probabilmente a causa di complessi cambiamenti ormonali che coinvolgono l'insulina e il testosterone. Non è che i carboidrati facciano male, ma alcuni sono decisamente migliori di altri. Evitare i carboidrati semplici e lavorati (zucchero, baby!) e integrare carboidrati complessi e integrali, che vengono scomposti più lentamente, dovrebbe essere d'aiuto. Se hai la PCOS, potrebbe essere più facile resistere ai carboidrati semplici e di bassa qualità se riconosci che il tuo corpo desidera naturalmente consumare cibi e bevande che, pur fornendo soddisfazioni a breve termine, non aiutano a raggiungere gli obiettivi a lungo termine.

La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) è inoltre associata a un rischio maggiore di aumento di peso, ma un programma alimentare strutturato può aiutare a ridurre tale rischio. Aumentare l'apporto proteico può contribuire a favorire il senso di sazietà dopo i pasti. Gli spuntini ricchi di proteine, in particolare (qualcuno ha voglia di un uovo sodo?), sono utili per ridurre l'assunzione di carboidrati e aumentare quella di proteine, e risultano particolarmente indicati per reintegrare le energie dopo l'allenamento.

Esercizio fisico

Come già accennato, la sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) può presentare alcuni vantaggi; uno studio svedese ha rilevato che le atlete traggono beneficio da livelli di testosterone leggermente più elevati. Lo studio ha evidenziato una maggiore crescita muscolare e un aumento del tasso di assorbimento dell'ossigeno nei muscoli dal flusso sanguigno.

Aumentare la massa muscolare fa bene alla salute in generale. Il tessuto muscolare consuma più energia del grasso e l'allenamento di resistenza può aiutare non solo a bruciare calorie durante l'allenamento, ma anche ad accelerare il metabolismo nel lungo periodo. E non preoccuparti di sembrare troppo muscoloso a causa del sollevamento pesi: sebbene livelli elevati di testosterone favoriscano lo sviluppo muscolare, l'aumento della massa muscolare è comunque così modesto da avere un effetto visibile solo molto leggero.

Sì, la sindrome dell’ovaio policistico (SOP) cambia la vita, ma con alcuni semplici cambiamenti nello stile di vita, la quotidianità di chi ne soffre può essere identica a quella di qualsiasi altra donna. Data la sua diffusione, non stupirti se il tema della SOP viene fuori in una conversazione e scopri che anche un’amica, una collega o un familiare ne soffre!

Nota: FitnessGenes non fornisce consulenza medica. Se desideri informazioni sulla salute relative alla sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), puoi consultare il sito pagina del NHS (Regno Unito) e alla Mayo Clinic (USA), oppure consultare un medico di base o uno specialista.

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